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GIANNI MAROCCOLO. il nuovo disco

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Esce il 17 Giugno 2019 ALONE vol. 2 – ABISSO

con le illustrazioni di Marco Cazzato e i racconti di Mirco Salvadori

Ospiti speciali: ANGELA BARALDI | MARINA REI | ALESSANDRA CELLETTI | HOWIE B | ADRIANO VITERBINI
e inoltre: FRANCESCA BONO | BEPPE BROTTO | ANDREA CAVALIERI | LIFE IN THE WOODS

Dopo la Tundra, l’Abisso. Dopo il respiro della Terra, l’acqua che soffoca.

Esattamente sei mesi dopo l’uscita del primo capitolo, esce il 17 giugno per Contempo Records il vol. 2 di Alone, nuova tappa del “disco perpetuo” di Gianni Maroccolo: un progetto musicale che andrà avanti all’infinito (con due release l’anno, il 17 dicembre e il 17 giugno), sempre accompagnato dalle splendide illustrazioni dell’artista visivo Marco Cazzato e dai racconti visionari e immaginifici dello scrittore e critico musicale Mirco Salvadori, nonchè dalla supervisione cosmica di Alessandro Nannucci, aka il Tozzo. E da tanti ospiti, che fanno da contraltare a questa avventura in solitaria di Marok: dopo IOSONOUNCANE e Edda nel precedente lavoro, adesso sono Angela Baraldi, Marina Rei, Alessandra Celletti, Howie B, Adriano Viterbini, Francesca Bono, Beppe Brotto, Andrea Cavalieri e I Life In The Woods gli artisti che accompagnano Gianni, “essere solitario alla ricerca di un branco al quale aggregarsi per percorrere un pezzo di strada comune”.

Abisso è il sottotitolo di questo secondo volume, non a caso anticipato,  nei giorni scorsi, dal video del brano The Abyss.

 

 

 

Alone vol. 2 – Abisso parte dal naufragio della F174 – avvenuto la notte di Natale del 1996 al largo di Porto Palo di Capo Passero – in cui morirono almeno 283 persone provenienti da Pakistan, India e Sri Lanka, per trasformarsi in un’odissea sonora che restituisce a chi ascolta i vari momenti di disperazione vissuti dai migranti, compreso l’attimo in cui si annega, quando l’acqua entra nei polmoni e riempie un corpo che si appresta a lasciare questo mondo.

“Trattieni il respiro, Deepesh, trattienilo all’infinito, ce la farai, in fin dei conti hai una lunga frequentazione con la morte. Non cedere, trattienilo, non badare agli altri, non guardare il bianco dei loro occhi che esplode nel nero della notte. Trattieni la vita, piccolo uomo, non aprire i tuoi polmoni, non tentare di respirare! NO! E il mare, nero e spumante denso catrame, spalanca le fauci: ingoia, spezza e ghermisce il respiro, accartocciandolo nel sibilo atroce della resa alla morte” scrive Mirco Salvadori nel drammatico racconto presente nel booklet.

Circolarità è la parola chiave di Alone vol. 2.

Tutto l’album ruota attorno a Imus, che in latino significa sia “andiamo” che “profondo” (ad eccezione della traccia The Abyss, tutti i brani hanno il titolo in latino, a rimarcare la dimensione “epica” del viaggio). Una lunga suite strumentale originale in sei temi, interamente composta ed eseguita dal solo Marok, che si snoda lungo variazioni minimaliste che richiamano l’andamento delle onde del mare, rotte da voci distorte, quasi segnali radio provenienti da un’altra dimensione (come nel vol. 1, ritorna una certa tensione fra la realtà e frammenti di immaginario sci-fi). Nell’arco di 25 minuti sfilano momenti distinti che pure sono un tutt’uno: il primo passo verso un destino ignoto, la partenza, il viaggio, il naufragio, l’affondamento, un finale sommerso dall’acqua. Un cammino sonoro spirituale ed emotivo, prima ancora che narrativo. Se facciamo riferimento al vinile, possiamo dire che Imus occupa quasi per intero il lato A, preceduto da Aditus, intro in forma di bolerino cadenzato che si riallaccia idealmente all’ultima traccia del vol. 1.

I sei temi che compongono Imus tornano nel “virtuale” lato B ma stavolta divisi in altrettanti brani e reinterpretati, insieme a Marok, dai prestigiosi ospiti presenti nel disco, pronti a ripercorrere in senso inverso la discesa verso l’abisso del lato A, in un movimento di riemersione, risalita, ritorno alla luce e alla vita. Un movimento che esplode subito grazie alla vigorosa batteria suonata da Marina Rei con mood e ritmo decisamente punkettone in Discessio, traccia che riprende l’ultimo tema di Imus. E così a ritroso: su un tappeto sonoro fatto di elettronica, droni analogici e bassi distorti si staglia la vocalità profonda di Angela Baraldi, in un’interpretazione memorabile di The Abyss, cover della cantautrice californiana Chelsea Wolf; il piano solo di Alessandra Celletti che in Submersio trasforma in amore universale la sofferenza assoluta del tema centrale di Imus; lo straordinario talento chitarristico di Adriano Viterbini unito ai cori dei Life In The Woods (prossimi all’esordio per Contempo) in Naufragium; le basi sonore e i grooves di un maestro come Howie B che in Aetatis progressu spezzano il flusso dei brani precedenti con un cambio di passo e di colore, grazie anche ai versi cantati da Francesca Bono (cantante degli Ofeliadorme); e il contrabasso di Andrea Cavalieri (Yo Yo Mundi) che dialoga con il mare e con le voci disperate dei profughi in Cursus.

Si arriva così all’ultima traccia, Exitus, in cui ritorna la vigorosa batteria di Marina Rei introdotta dagli archi di Beppe Brotto (presente con l’esraj anche in Aditus e Discessio).  Si riavvolge il nastro, come in Un’altra giovinezza dello storico delle religioni rumeno Mircea Eliade da cui Francis Ford Coppola trasse uno dei suoi capolavori (ma vengono in mente anche Il curioso caso di Banjamin Button di David Fincher da un racconto di Francis Scott Fitzgerald o In senso inverso di Philip K. Dick). Exitus è il momento della riemersione, del ritorno alla vita, una vera e propria supplica affinchè il viaggio verso l’abisso della F174 sia d’ora in avanti un viaggio verso la vita garantito ad ogni essere umano.

GIANNI MAROCCOLO
Nasce in Toscana nel 1960, trascorre l’infanzia in Sardegna e si stabilisce a Firenze nei primi anni Ottanta. Studia contrabbasso, musica elettronica e fonologia al Conservatorio e fonda i Litfiba con Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Ringo De Palma. Nel 1990, produce Epica, Etica, Etnica, Pathos, l’ultimo album dei CCCP. nel 1992, con Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Giorgio Canali, Francesco Magnelli, fonda il Consorzio Suonatori Indipendenti (C.S.I.). Parallelamente, nasce il Consorzio Produttori Indipendenti. Nel 2001, i C.S.I. si evolvono nei PGR. Nel 2004, pubblica l’album solista “A.C.A.U. – La nostra meraviglia”, con i contributi di Battiato, Pelù, Raiz, Consoli, Donà, Jovanotti, Agnelli e altri. Si unisce ai Marlene Kuntz per due album e un tour. Partecipa a diversi progetti paralleli: sonorizzazioni (con i Masbedo, sopra tutti), il quintetto sperimentale Beautiful (con Howie B), un’etichetta indipendente d’arte (Al-kemi Lab). Con Claudio Rocchi compone e produce “vdb23”. L’album genera il tour “Nulla è andato perso”, documentato dall’omonimo triplo vinile (disco dell’anno 2017 per Classic Rock). Fa parte dei Deproducers, assieme a Vittorio Cosma, Max Casacci e Riccardo Sinigallia. Con loro realizza sonorizzazioni di conferenze scientifiche e colonne sonore. Nel corso della sua carriera si è dedicato anche a innumerevoli produzioni artistiche, ha composto numerose colonne sonore per cinema e teatro e ha svolto diverse attività didattiche. Il progetto più recente è “Alone”: un album “perpetuo” suddiviso in capitoli pubblicati con cadenza semestrale.

MIRCO SALVADORI
Mirco Salvadori nasce e vive a Venezia. È DJ e conduttore radiofonico indipendente dai primi ’80 fino alla fine del primo decennio del 2000. Assieme a Massimo Caner crea lo storico programma radiofonico “Nocturnal Emission”. Critico musicale (area elettronica, di ricerca, raramente rock), collabora dal 1983 con il mensile Rockerilla, dove cura anche una pagina sul suono in modalità Creative Commons, scaricabile gratuitamente e legalmente. Scrive come freelance per web-zines musicali come Sherwood.it/Diserzioni, è co-owner e art-director delle etichette digitali indipendenti Laverna e Falerna. Libero scrittore, ha pubblicato racconti e articoli sul blog letterario collettivo Nazione Indiana e sulla rivista internazionale SUD. Nel 2016, pubblica la sua prima raccolta intitolata “Hazkarà” (13_Silentes) con l’apporto musicale di Gigi Masin e le fotografie di Stefano Gentile e Monica Testa. Un racconto scritto a quattro mani assieme a Francesco Forlani appare nella raccolta “Deaths in Venice” curata da Laura Liberale per Carteggi Letterari. In uscita con una nuova incursione letteraria in compagnia di Francesco Forlani all’interno del progetto poetico “Inside-me” ideato e curato da Laura Liberale

MARCO CAZZATO
Marco Cazzato nasce nel 1975. Vive e lavora a Torino. Collabora, negli anni, con La Stampa, Tuttolibri, Einaudi, Corriere della Sera, Il Sole 24Ore, GRRRz Comic Art Books, Slow Food, Penguin Random House, Linus, Sony, Baldini Castoldi Editore,  ANIMAls Coniglio Editore, Torino Film Festival, Stresa Festival, Teatro Metastasio e molti altri. Nel 2010 esce per Grrrzetic Editore il suo libro Mood, un’antologia ragionata sugli stati d’animo. Nel 2016 il suo ultimo libro Album per GRRRz Comic Art Books. Tra le collaborazioni in ambito musicale ha realizzato le copertine dell’album “Canzoni per un figlio” dei Marlene Kuntz , di  “C’eravamo abbastanza amati” di Luci della centrale elettrica e “Alone” di Gianni Maroccolo. Sempre per i Marlene Kuntz, ha curato il video “Il Partigiano” per la regia di Flavio Nani, mentre per Gianni Maroccolo ha curato insieme a Michele Bernardi il video in animazione de ” l’ Altrove”. Ha realizzato inoltre  manifesti e curato l’immagine per molti eventi, tra i quali il Torino Film Festival 2011 e per La Traviata di Giuseppe Verdi e Tosca di Giacomo Puccini per la Stagione lirica di Spoleto 2012 e 2013, Guido Catalano Tour e molti altri. Best Illustrations European Newspaper Award 2014. Gold Medal ( editoria e periodici) Annual Autori di Immagini 2015.

ALESSANDRO NANNUCCI
Alessandro Nannucci, universalmente noto con il soprannome di Tozzo, nasce a Firenze l’otto febbraio dell’anno in cui l’Arno strabocca. Inizia a occuparsi di musica estrema nel 1982, lanciando la fanzine “Molten Metal”, che si occupa di Thrash Metal, Hardcore, Crossover, Punk. Questa avventura editoriale prosegue per due anni e pubblica sette numeri, diventando anche un programma radiofonico. Nel corso del tempo, si trasforma in una casa discografica ancora in vita a Londra, la seconda casa di Tozzo. Alla fine degli anni ’80 lavora come roadie al seguito di artisti come Joe Cocker, Miles Davis, Andy Summers, Zucchero e altri. Nel 1991 inizia a lavorare per Contempo International, che abbandona dopo un paio d’anni per specializzarsi nelle ristampe in vinile di marchi come Get Back, ESP-Disk ed Earmark. Di quest’ultima etichetta (creata in joint veture con Sanctuary) rimane label manager fino alla fine. Parallelamente, si occupa anche di management. Dopo una parentesi di vita a Praga, rientra a Contempo circa cinque anni fa e fa ripartire la casa discografica assieme a Giampiero e Marco Barlotti. Il resto lo sapete.

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