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MONDO ZA’ il docufilm di Gianfranco Pannone

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AL CINEMA – Venerdì 16 Febbraio / Cinema Oxer. Latina
Mondo Za di Gianfranco Pannone, il film documentario che a partire da Cesare Zavattini, sceneggiatore e padre del cinema neorealista, racconta la Bassa Reggiana e la sua gente
“C’è un nesso tra la nostra terra pontina e la bassa reggiana – spiega Gianfranco Pannone – che a me piace chiamare anche bassa ‘zavattiniana’. È di natura non solo geografica, essendo entrambi luoghi di pianura, ma anche linguistica. Attraversando i paesi cari a Zavattini, lungo il Po, per più di un anno, mi sono sentito a casa grazie al dialetto emiliano, che lungo la mia infanzia e adolescenza ha accompagnato spesso i miei giorni insieme alle cadenze veneta e friulana. Qualcosa di famigliare, insomma, che mi ha reso subito vicine la bassa reggiana e la sua gente. Si, ho avuto un grande privilegio, perché crescere tra Latina e Sabaudia mi ha permesso di amare tutta l’Italia, dal Nord al Sud, con un impeto, una passione che sento vicine al grande Cesare Zavattini”.

Cesare Zavattini e la Bassa reggiana. La Bassa reggiana e Cesare Zavattini.
Un rapporto di reciprocità ricco e complesso, che in questo film intreccia passato e presente, creando un nuovo tempo sospeso attraverso le testimonianze di quattro uomini d’età e condizioni sociali diverse. Un film a partire dal grande Za, padre del Neorealismo italiano (chi non ricorda Ladri di biciclette? O Miracolo a Milano?), che incontra idealmente la sua gente in questo pezzo d’Emilia lambito dal Po.

Wainer con suo fratello Rino va spesso a pescare al fiume, dove oggi spadroneggiano i pesci siluro che divorano tutto. Senza più lavoro, si interroga, con qualche rimpianto, sulla propria famiglia di tradizioni partigiane e antifasciste. Leo, detto Pavone, è l’ultimo dei pittori naif e sembra essere uscito da un racconto di Zavattini. Sempre in compagnia del piccolo cane Tupin, dipinge con passione e con rabbia, perché come pittore si sente limitato. Passa le giornate sui suoi ingenui quadretti e a governare i cavalli, oltre che a contemplare la bella barista che lavora a poca distanza dal vecchio casale in cui vive da solo. Giovanni, pensionato ed ex militante comunista, fotografa ogni angolo della Bassa. Da piccolo conosceva Ligabue, il pittore randagio di origine svizzera ma simbolo di questa terra. Guarda al proprio passato politico con spirito critico ma amorevole. Prince è l’unico che viene da fuori. Originario del Ghana, ha conosciuto la poetica di Zavattini. Che ora “rappa” con le sue canzoni composte insieme all’amico e coetaneo Luck-Man, anche lui africano. I due ragazzi rappresentano il nuovo in questa terra tanto ancorata alla propria storia lontana e recente. E di fatto impediscono, con le loro semplici canzoni ispirate a Zavattini, che il Maestro sia dimenticato. La Bassa è ormai casa per loro, anche grazie alla simpatia per il pittore Ligabue, che immaginava qui la sua Africa, fatta di bestie feroci vicine al suo inquieto stato d’animo. E casa, la Bassa, lo è anche per gli indiani del Punjab, che ora governano le aziende agricole e i cui figli parlano con uno spiccato accento emiliano.

 

Venerdì 16 Febbraio 2018 ore 21,00
Cinema Oxer. Latina
via P. L. Nervi. Latina

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