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Brusco.Si fa presto a dire Guacamole

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INTERVISTA ESCLUSIVA –
Guacamole è il nuovo disco di Brusco. Il reggae dancehall la fa da padrone ma all’interno del nuovo album trovano spazio differenti generi e temi.

Allegria ed ottimismo non mancano mai nella musica di Brusco, che torna con l’album Guacamole anticipato dal singolo Una bella giornata come oggi con un omaggio anche a Francesco Totti. Un album colorato e divertente in cui l’artista spazia tra suoni caraibici e musicalità tipiche giamaicane, con il solito carattere reggae dancehall che fa della sua musica un vero marchio di fabbrica.

A GdN Brusco ci svela aneddoti e curiosità, dalla scelta del nome per l’album al perché “il mondo fino alle tre fa per lui”.

Il 9 giugno uscirà il tuo nuovo album Guacamole, a 4 anni di distanza dal tuo ultimo lavoro: qualche anticipazione? Come mai questo titolo così saporito?
La scelta del titolo Guacamole è nata un po’ per caso… In realtà avevamo scelto un altro titolo, poi è successo un episodio particolare. Ero a casa e mentre preparavo il guacamole me ne è caduto un po’ sulla stampa della copertina e ci stava proprio bene.: nel vedere quella macchia mi è arrivato l’input per il nome dell’album con l’immagine della macchia di guacamole in copertina!

Il disco ha prevalentemente carattere reggae dancehall, ma alcuni brani si distinguono da questo genere come: “La grande bellezza”, in cui vi è un confronto tra quelle che sono le opere dell’uomo e quelle che sono le cose belle della natura. È un pezzo un po’ spirituale.
C’è Siamo sempre di più, canzone che mischia alcuni generi musicali e dal testo vagamente misantropo. E poi al primo piano, scala b, interno 3 un brano piuttosto lungo, che dura più di un quarto d’ora. Parla di un triangolo d’amore finito male, una storia raccontata attraverso stornelli alternati al parlato, suonata da una band che cambia diversi generi musicali durante la narrazione. All’interno del cd c’è anche un libricino che racconta questa storia, con alcune parti in rima ed altre in prosa: in questo brano cerco di richiamare la tradizione dei cantastorie del sud d’Italia, che narravano storie andando in giro per i vari paesi e questo appartiene ad una tradizione di musica italiana del sud, che però ha avuto poco seguito dopo la metà del ‘900.

Com’è nato il nuovo singolo?
Una bella giornata come oggi è il singolo apripista dell’album, un pezzo prevalentemente reggae: ho avuto ispirazione da un artista chiamato U-Roy ed è una canzone positiva, scritta nei primi giorni di primavera… e poi c’è un saluto a Totti!

La tua musica ha influenze sudamericane,
come mai questo legame?

Assolutamente no anche se adoro l’America Latina e sono posti che amo visitare anche se poi il sound che mi piace di più è quello caraibico, nello specifico quello della Giamaica del reggae dancehall.

Trovi che sia cambiata la musica?
Ho sempre seguito in prevalenza la musica giamaicana, nel tempo sì, le cose sono un po’ cambiate, sono cambiati i supporti (NDR La cassetta e il vinile), ma a mio avviso non ci sono state rivoluzioni come negli anni passati, cambiamenti epocali che hanno portato ad una stravolgimento della musica.

C’è qualcuno a cui ti ispiri?
Ci sono diversi artisti da cui ho tratto ispirazione come, ad esempio, i cantastorie siciliani per la storia che racconto nel disco. Dal vivo non c’è nessuno come Bruce Springsteen: come tiene lui il palco non lo fa nessuno, lui è uno che ti incanta con il suo talento avvalendosi della sua semplicità, senza effetti speciali o continui cambi d’abito sul palco!

Domanda di rito… come vivi la notte?
C’è una canzone nell’album intitolata “Siamo sempre di più” e c’è una frase che racchiude proprio il mio concetto di notte “Questo è  il posto che fa per me, il mondo dopo le tre!”, perché mentre durante il giorno le persone sembrano assomigliarsi tanto, nella notte emergono di più le differenze. Non so dirti il motivo specifico, forse perché la gente si sente più libera, si è meno omologati ed è proprio così, è il mondo che piace a me!

 

 

di Sara Brestolli

 

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