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Fabrizio Moro tra pace, musica e ricordi

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INTERVISTA ESCLUSIVA –
Fabrizio Moro
ha quell’aria da poeta maledetto. Sarà per via degli occhi scuri come i capelli, spesso spettinati, lo sguardo intenso e tenebroso ma si sa, l’apparenza inganna sempre.  In questa intervista esclusiva troviamo un’artista vero, autentico, diretto proprio come la sua musica.
Il 26 e 27 Maggio sarà al Palalottomatica di Roma per presentare il suo nuovo disco di inediti Pace per poi continuare ad esibirsi nelle principali città d’Italia con il “PACE LIVE TOUR 2017″.
Il cantautore romano si racconta a Gente della Notte senza filtri, mostrando il suo lato più dolce: quello di papà.

 

Come stai?
Di ottimo umore. Sono un metereopatico e con il sole cambia tutto.

Prendendo spunto dal nome del tuo ultimo singolo Andiamo, se dovessi scegliere una meta dove andresti?
Ci sarebbero molti posti dove andrei, l’importante non è il dove ma il chi. Con le persone giuste si può andare ovunque. Sono di San Basilio e cresciuto alle porte di Roma a Guidonia e mi ricordo i miei sabati sera adolescenziale, con il mio gruppo non avevamo mai una lira e perciò trascorrevamo le serate su un muretto a raccontarci e a scherzare tra noi con birra e chitarra alla mano. Sai quanti anni ho trascorso così? Non facevamo nulla di che…. però si stava con le persone giuste ed erano tempi stupendi.
Nonostante poi gli anni a seguire sono riuscito a viaggiare molto.. Cuba, Costarica, Brasile ma le serate più belle le ho trascorse sul muretto di casa mia!

Oggi la notte come la vivi ?
La notte è un po’ un problema per me, soffro d’insonnia e in pratica non dormo mai! Prima delle due o le tre non vado a letto e anche se vado a dormire tardi la mattina mi sveglio presto. Sono uno molto produttivo e il dormire troppo mi dà la sensazione di perdere tempo perchè non vedo l’ora che arrivi il giorno.

Sei curioso?
Molto. Sono curioso di scoprire quello che mi si prospetta nei confronti della vita. Trovo sempre delle cose da fare anche quando non ce ne sono, sono molto attivo.

Il tuo album s’intitola Pace, un messaggio molto intenso in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando, la scelta è stata fatta di proposito?
La pace è una condizione un po’ utopica, un po’ come l’amore, come l’amicizia. Per me la pace è una condizione che purtroppo non appartiene molto, in quanto sono una persona combattiva e ho sempre bisogno di traguardi, di obiettivi da raggiungere.
In questi anni è un sentimento che sto cercando parecchio e ho scoperto che è nelle piccole cose, quelle che fai ogni giorno. Ad esempio: quando porto mia figlia ai giardinetti e la guardo giocare mentre mi rilasso nel fumare una sigaretta. Lì, nel vederla correre felice, mi sento soddisfatto nell’aver fatto il mio dovere nei confronti della vita.

Tra l’altro le hai anche dedicato una canzone…
Si: Portami Via presentata all’ultimo Festival di Sanremo

Che tipo di papà sei?
Sono un papà piuttosto permissivo, purtroppo con il mio lavoro sono sempre in viaggio, i miei figli non li vedo spesso e quando sono con loro non mi è facile dirgli di no e di conseguenza li vizio un po’. Non è buono, lo so, ma vedendoli poco non mi va di essere un genitore severo.

Quanto è importante per te la famiglia?
Il mio concetto di famiglia è piuttosto ampio perchè inglobo anche gli amici, i miei collaboratori, le persone a me più vicine. Loro fanno parte della mia vita e per questo sono un po’ la mia famiglia.
Sono cresciuto in una casa popolare, a San Basilio. dove nel mio stesso palazzo abitavano tutti i miei parenti e quindi la mia infanzia l’ho trascorsa insieme ai miei cugini, i miei zii. Sono uno che crede nella comune, non riesco a stare solo.

Paura della solitudine?
Non riesco proprio a viverla, non ce la faccio e proprio per questo non sono mai solo.

Neanche quando scrivi?
Si, forse quelli sono gli unici momenti anche se poi non appena metto giù qualcosa chiamo subito la mia band, i miei ragazzi con cui lavoro da tanti anni e iniziamo subito a provare e a produrre.

Da dove arriva l’ispirazione?
Arriva un po’ per caso, non la cerco…. non stabilisco mai il momento per scrivere una canzone. Spesso mi capita in macchina oppure in moto. Guidare mi distende molto, mi aiuta a staccare la mente. Sono una persona molto focalizzata sul proprio lavoro e il guidare mi fa spezzare, mi porta a pensare ad altro e così mi arriva l’inspirazione. Molti pezzi nascono che li canticchio in macchina, poi mi fermo e con il cellulare registro per non perdere quel momento di creatività.

 

Nel videoclip di Eppure mi hai cambiato la vita ci sei tu che appunto canti in macchina… Ma c’è stato un evento o qualcuno che te l’ha cambiata davvero?
La vita è fatta di incontri, ho incontrato persone che hanno dato una svolta nel mio percorso umano e di conseguenza anche artistico.
La persona per cui ho scritto quella canzone me l’ha cambiata completamente la vita. Credo che poi gli incontri devi saperli leggere… Fino ad oggi sono stato fortunato, ho incontrato persone belle che hanno contribuito a dare una svolta positiva alla mia vita.

Una di queste persone possiamo dire che è Giancarlo Bigazzi? Quanto ha influito lui nel tuo percorso?
Ecco lui è stato esattamente un incontro che mi ha cambiato effettivamente la vita! Ci siamo incontrati in un momento particolare, lui stava attraversando un periodo difficlie e nel ripensare al nostro incontro sono felice, non solo per aver conosciuto una persona straordinaria ma anche per avergli fatto ritrovare nuovi stimoli. Mi permetto di dire questa cosa, in quanto è una delle mie più grandi soddisfazioni, nell’avergli ridato un pò quel brio, che Giancarlo aveva perso. Era il 2006 o 2007, ricordo che frequentavo la sua casa e gli portai tutti i pezzi che scrissi in quel periodo. Era spesso in tuta, spettinato, veniva da un periodo di depressione; quando un giorno, entrai nella sua abitazione e lo trovai tutto in tiro, ben vestito, seduto al piano forte che lavorava con entusiasmo ai miei pezzi e quell’immagine credo che non la dimenticherò mai per tutto il resto della mia vita.

 

intervista di Sara Brestolli

 

 

…. LIVE ………
Venerdì 26 e Sabato 27 maggio 2017
Palalottomatica. Roma

 

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